Roma e trasparenza, le promesse di Raggi e Giachetti

Raggi

di Elisa Murgese

Lunedì 20 Roma avrà un nuovo sindaco, ma che cosa farà per la trasparenza della nuova amministrazione della capitale? Qui a Diritto Di Sapere abbiamo cercato di capire che cosa hanno in mente Viginia Raggi, che ha sbancato al primo turno con il 35,4% e Roberto Giachetti (24,8%). Come nella scelta del prossimo futuro cittadino di Milano, anche nelle amministrative della capitale ha pesato non solo il tema della trasparenza ma anche il non detto dei candidati.

Il programma di Virginia Raggi sembra uno stringato foglio di appunti – 11 “passi” per Roma – se paragonato alle oltre novanta pagine proposte da Giachetti. Ma la lunghezza si sa, non è sempre indice di approfondimento. E infatti in entrambi i programmi elettorali è difficile trovare una strategia innovativa per la trasparenza nella capitale.

La to-do list di Virginia Raggi sulla trasparenza
Per Virginia Raggi la trasparenza è uno dei primi punti, il terzo per la precisione, dopo “mobilità” e “rifiuti”. “Conti alla luce del sole” che vogliono essere un controllo sull’operato degli amministratori e limitare “gli affidamenti diretti” per fermare la corruzione, “proseguendo sulla scia di una vigilanza collaborativa con l’Anac”. E il termine trasparenza ritorna nei bandi di gara, nella gestione dei fondi e nell’assegnazione dei patrocini. “Totale trasparenza negli appalti e piena disponibilità e accessibilità dei relativi dati per tutti i cittadini – si legge sul programma elettorale della grillina – Bilancio trasparente e comprensibile finalizzato a migliorare la conoscenza dei cittadini in merito alle spese sostenute dall’amministrazione”. Ottime premesse, quindi, supportate anche da un rapido accenno a una “piattaforma di approvvigionamento elettronico centralizzata” per ricostruire “la storia di un appalto, concessione o locazione”. Un programma, rispetto alla trasparenza, che è più un elenco di cose da fare privo di un modello organizzativo. Mancanza di processi di realizzazione che vadano oltre i proclami elettorali, condivisa anche con l’aspirante sindaco del Partito Democratico. E il passaggio da dibattito delle idee a frasi retoriche è rapido.

Raggi, l’omissione del praticantato allo studio Previti
“In linea di massima gli avvocati non inseriscono nel loro curriculum gli studi nei quali fanno pratica a meno che non siano gli studi nei quali continuano a prestare lavoro”. In poche parole, i praticantati non si inseriscono nel cv. È stata questa la giustificazione della candidata grilina quando è emerso che nel suo curriculum non erano stati segnalati i suoi anni di praticantato presso lo studio fondato e frequentato da Cesare Previti. Non un’esperienza passeggera, ma una pratica legale svolta dal 2003 al 2006. Un’informazione che sembra essere ancora più rilevante, visto che la Raggi si è premurata di escludere dalla sua scheda biografica pubblica un dato importante per giudicare la sua storia professionale. Anche perché, accanto a lei nello studio di Previti, Pieremilio Sammarco stava chiedendo 20 milioni di euro di danni a Marco Travaglio e Sabina Guzzanti a causa della trasmissione Raiot, atto di citazione firmato con Stefano Previti, il figlio del più noto Cesare. Tra i consulenti esterni dello studio anche Alessandro Sammarco, avvocato difensore di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Un’esperienza lavorativa, quindi, non da poco e certamente che nessun avvocato – a prescindere da giudizi di merito – riterrebbe poco importante. “La legalità e la trasparenza dovranno essere il nostro faro”, questa l’apertura del video di presentazione della Raggi, la stessa che ha scelto di omettere alcune voci nel presentarsi come prossimo sindaco di Roma.

Villa con piscina, i “due casaletti” di Giachetti
“Totale trasparenza su patrimonio e redditi dei dirigenti, in linea con quanto richiesto ai rappresentanti politici”, si legge sul lungo programma di Roberto Giachetti. Una formula che il candidati del Partito Democratico non sembra avere applicato per il suo patrimonio, definendo “due casaletti” quella che Il Fatto Quotidiano ha svelato essere una villa con piscina nella campagna di Subiaco. Proprietà minimizzata dall’aspirante sindaco, visto che – stando a quanto riportato dal quotidiano – i suoi fabbricati all’ombra di ulivi e nocciole nel cuore dei Monti Simbruini hanno un’estensione di oltre 650 metri quadrati, cui si devono aggiungere due ettari di terreno. Altro tentativo di trasparenza è stato fatto da Giachetti rendendo pubbliche le liste che sostengono la sua candidatura, anticipandoli anche alla Commissione antimafia. Peccato che nella pagina dedicata a queste liste (Liste Pulite – sindaco Giachetti) non ci sia altro che dei nomi con data di nascita, privi di qualunque altra informazione che possa fare conoscere i suoi sostenitori.

Candidato Pd e l’Open data officer
Omissioni a parte, il candidato del Pd sostiene di volere una trasformazione della capitale in forma trasparente. “Garantiremo la massima trasparenza e la piena informazione on line sulle attività delle aziende che erogano servizi alla città – si legge sul programma di Giachetti – e introdurremo, dove non presente, il bilancio sociale di ogni società”. Rispetto al programma della sfidante, in quello del candidato del Pd è introdotta una nota pratica, con il rilancio del progetto Open data del Comune, con l’introduzione della figura dell’Open data Officer per rendere “pubblici e facilmente monitorabili tutti i dati dell’Amministrazione e delle società partecipate (risorse assegnate e spese, ambiti tematici, soggetti attuatori e tempi di attuazione, pagamenti)”. Tanto che già dai primi 100 giorni di mandato, il candidato promette di avviare un programma di monitoraggio, scegliendo 50 procedimenti “per eliminare lentezze, duplicazioni, inerzie”.

L’appoggio alla campagna “Sai chi voti”
Certo è che i candidati romani, a confronto con quelli milanesi, hanno fatto un passo in più rispetto alla trasparenza. Non solo hanno accettato entrambi di aderire a “Sai chi voti” – campagna promossa anche da Diritto di Sapere che ha chiesto loro di pubblicare curriculum vitae, status giudiziario ed eventuali conflitti di interessi – ma hanno anche sottoscritto il quarto e decisivo punto dell’iniziativa. Sia Virginia Raggi che Roberto Giachetti, infatti, si sono impegnati a deliberare nei primi 100 giorni di amministrazione l’adozione del metodo delle audizioni pubbliche per le nomine dirigenziali in enti, consorzi o società partecipate del Comune. Essendo una scelta condivisa da entrambi i candidati, questa dovrebbe essere al momento una novità certa per il Comune della capitale. Resta solo da vedere come sarà applicata dal futuro sindaco e se sarà effettivamente applicata entro i primi tre mesi di governo.

Diritto Di Sapere aderisce alla CILD

cild-italia_logoNel nostro lavoro quotidiano ci occupiamo di promuovere e difendere un diritto fondamentale, quello di accesso all’informazione.

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Per questo motivo Diritto Di Sapere ha deciso di aderire alla Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili (CILD), che raccoglie un gruppo di organizzazioni non governative e di associazioni ha deciso di mettersi in rete e di costruire un nuovo soggetto nazionale.

La coalizione verrà presentata nel corso della prima conferenza nazionale, il prossimo 17 ottobre a Roma.

Oltre all’accesso all’informazione, la CILD promuoverà anche la lotta al razzismo e ogni forma di discriminazione, i diritti delle persone immigrate e di etnia rom e sinti, il contrasto a un sistema penale e penitenziario privo di garanzie e irrispettoso della dignità umana, la lotta alla corruzione e le battaglie per la trasparenza nella pubblica amministrazione, i diritti delle persone della comunità Lgbt, la questione droghe, i diritti dei minori, la violenza contro le donne.

Nella presentazione della CILD, il presidente Patrizio Gonnella, scrive:

Le libertà e i diritti civili sono fra loro intimamente connessi. Essi sono interdipendenti e indivisibili. Attraverso la loro promozione e protezione è possibile un cambio di paradigma, ovvero è possibile contribuire alla costruzione di una società più coesa, solidale ed equa.

Anche Diritto Di Sapere farà la sua parte.