Open gov, l’Italia punta in alto

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di Martina Basile

Più società civile, avanti tutta sulla trasparenza e diritto di accesso, la partecipazione come tema chiave da declinare attraverso proposte quali il FOIA, il whistleblowing e molto altro. È questo il nocciolo del terzo piano d’azione per il governo aperto licenziato dal Governo italiano lo scorso giugno.

Nonostante la cronaca degli ultimi mesi lo abbia spesso messo da parte a favore delle lotte politiche nazionali e degli sviluppi sul referendum costituzionale, l’open government è oggi una tematica di vitale importanza per tutte le democrazie avanzate.

Il presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel 2011 ha guidato i sei paesi fondatori nella creazione dell’OGP e, per sottolineare l’importanza del progetto, l’ho ha anche nominato durante il suo ultimo discorso alle Nazioni Unite come strumento per rimettere i cittadini nel ruolo di protagonisti.

A sottolineare l’importanza e l’influenza dell’Open Government Partnership, la decisione dei paesi membri di votare per l’uscita dal progetto della Turchia come sanzione per le dure repressioni attuate dal governo dopo il tentato colpo di stato.

Il prossimo appuntamento, l’OGP Global Summit 2016, previsto per dicembre a Parigi, sarà quindi il primo senza la Turchia e il primo da quando il Regno Unito non è più parte dell’Unione Europea. Parteciperà anche l’Italia che proprio in questi giorni ha messo a punto un importante traguardo.

[…] abbiamo voluto rilanciare con forza l’impegno dell’Italia all’interno dell’Open Government Partnership, per candidarci ad essere tra i Paesi leader sui temi della trasparenza, della cittadinanza digitale e della partecipazione.

Questa una delle frasi chiave della prefazione del Terzo Piano d’Azione (2016-2018) per l’Open Government in Italia.

Definitivamente pubblicato il 20 settembre, giorno tra l’altro del quinto anniversario della nascita dell’Open Government Partnership, il Terzo Piano d’azione va a costituire un altro metro della strada intrapresa dal nostro Paese verso una pubblica amministrazione più trasparente e vicina al cittadino. Come sostenuto dagli stessi fautori del piano, in questa edizione si è lavorato duramente per portare l’Italia e la sua pubblica amministrazione a un nuovo livello di responsabilità e competenza.

Elemento chiave della creazione del Terzo Piano d’Azione è stato probabilmente il coinvolgimento della società civile attraverso lo strumento dell’Open Government Forum e di alcuni tavoli di discussione su trasparenza, open data, partecipazione e altre tematiche rilevanti. È stata inoltre avviata, nel periodo tra il 16 luglio e il 31 agosto, una consultazione pubblica alla quale la società civile ha partecipato attivamente per lasciare i propri commenti sulla bozza del piano.

Cosa succede adesso?

Adesso è il turno delle pubbliche amministrazioni, capitanate dal Ministro della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, che dovranno intraprendere il percorso di attuazione dei punti previsti dal piano d’azione. Da non tralasciare, comunque, il ruolo di monitoraggio che anche in questa fase avrà, a detta dell’Open Government italiana, la società civile.

Dal nostro elenco su cosa è successo finora e cosa succederà in futuro, possiamo quindi spuntare la voce “Terzo Piano d’Azione per l’Open Government in Italia”. Ricordiamo, in ogni caso, i punti salienti del piano in materia di trasparenza:

  1. la stesura di linee guida per le esclusioni e limitazioni al diritto di accesso
  2. l’avvio, come detto prima, del programma di monitoraggio da parte della società civile
  3. l’elaborazione di standard per le pubblicazioni delle pubbliche amministrazioni.

L’ultimo punto è l’entrata in vigore degli obblighi previsti dal decreto per le Pubbliche Amministrazioni che avverrà il 23 dicembre. In quella data, si potrà forse mettere fine a una prima, lunga fase di lavori giuridici e tecnici e aprirne una più pratica che vedrà impegnati molteplici attori su più livelli.

[video] Presentazione di “The Silent State” al Festival del Giornalismo

Il Festival del Giornalismo è un appuntamento molto speciale per noi: l’edizione 2012, infatti, ha visto nascere Diritto Di Sapere.

L’edizione 2013 non è stata da meno: lo scorso 25 aprile, infatti, abbiamo presentato The Silent State, il primo rapporto sull’accesso all’informazione in Italia. Ospiti speciali sono stati Victoria Anderica di Access-Info Europe, organizzazione partner di DDS, e Lorenzo Totaro di Bloomberg News (trovate la sua inchiesta tra i nostri casi di studio).

Se non eravate presenti a Perugia – ma anche se c’eravate – guardate il video del panel e fateci sapere cosa ne pensate.

Questo incontro non è stato l’unico appuntamento che ci ha visti coinvolti in prima persona al Festival, però. Ve ne parleremo presto…