Corruzione in Italia: servono politiche efficaci, non retorica della trasparenza.

Indice di Corruzione Percepita: la mappa
Corruption Perception Index 2014: la mappa internazionale

Lo scorso 3 dicembre Transparency International ha pubblicato il suo annuale Corruption Perception Index (CPI), l’Indice di Corruzione Percepita.
Anche quest’anno l’Italia ha un pessimo piazzamento, di fatto invariato rispetto allo scorso anno: 69° posto, tra gli ultimi paesi europei, con soli 43 punti su 100.

Cosa significa?
Lo scrive chiaramente Ernesto Belisario su Wired Italia:

Lo stallo italiano ha un significato ben preciso: le politiche degli ultimi anni, anche normative, in materia di lotta alla corruzione (e trasparenza) non hanno funzionato!

Il quadro è sconfortante: le nostre amministrazioni non sono state capaci di utilizzare adeguatamente Internet come strumento di trasparenza, gli open data non hanno avuto l’impatto sperato e – ancora una volta – manca un Freedom of Information Act, una legge in grado di ribaltare la logica della trasparenza, per come è concepita in Italia.

Lo dice, ancora una volta, anche Belisario: “Non è più il cittadino a dover dimostrare il proprio interesse a conoscere un determinato dato o documento (“need to know”), ma è l’amministrazione – se intende negare l’accesso all’informazione o al documento – a dover provare l’esistenza di ragioni (previste per legge) che impediscano di soddisfare la richiesta del cittadino (“right to know”)“.

Il Freedom of Information Act è la pietra angolare della trasparenza e c’è sempre più bisogno di una buona legge a riguardo.

La campagna Foia4Italy – con la relativa proposta di legge – è la voce della società civile che chiede al governo politiche anti-corruzione con strategia e visione, fuori dalla “retorica della trasparenza” che abbiamo visto troppo spesso.