Tutti i pareri sul FOIA in un’infografica

art-infogr

Domani pomeriggio le Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato terranno un’audizione per valutare il Decreto 267/2016 che, nelle promosse del Governo, rappresenterebbe il Freedom of Information Act italiano.

Diritto Di Sapere e altre organizzazioni attive sul tema del diritto di accesso sono state invitate a partecipare per fornire il proprio parere sul testo e avanzare le proprie proposte emendative.

In questa occasione ribadiremo quelli che, secondo noi e secondo le altre organizzazioni parte di FOIA4Italy, sono i punti critici della riforma del Decreto Trasparenza come abbiamo fatto nell’incontro con il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione.

Questo alla luce anche dei pareri espressi dal Consiglio di Stato, dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), del Garante della privacy e della Conferenza Stato-Regioni.
Qui li riassumiamo in un’infografica con accanto la posizione di FOIA4Italy.

Pareri FOIAInfographic

Domani CdM su Riforma PA. Ci sarà anche il FOIA?

slide_pa

Doveva tenersi “prima di Natale” ma è stato rimandato “a inizio 2016”. Così, finalmente, domani alle 10 di mattina si terrà il Consiglio dei Ministri che voterà i primi decreti legislativi della Riforma della Pubblica Amministrazione.

La nuova legge sul diritto di accesso ai documenti sarà tra i decreti che verranno votati? Da domani l’Italia avrà finalmente un FOIA (Freedom of Information Act)?

Il Ministro Madia ha promesso “una delle legislazioni più innovative in tema di trasparenza”. Oggi, Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web, nel suo intervento all’evento “L’implementazione dell’Agenda Digitale Italiana e le nuove sfide della rete” ha dichiarato che è fondamentale che l’Italia si doti di una legge per garantire il diritto di accesso alle informazioni in quanto “alla base del rapporto di fiducia tra cittadini e Stato”

Noi di Diritto Di Sapere, insieme a tutte le altre organizzazioni promotrici di‪#‎FOIA4Italy‬ ci auguriamo che il FOIA si confermi come una priorità di questo Governo e soprattutto che vengano rispettati i 10 punti che riteniamo essenziali in una legge sul diritto di accesso.

Marianna Madia promette un vero Foia entro Natale

“Abbiamo introdotto il principio del Freedom of Information Act nella Riforma della Pubblica Amministrazione e quel principio, grazie a un decreto che porteremo al Consiglio dei Ministri prima di Natale, diventerà il Freedom of Information Act in Gazzetta Ufficiale. In questo modo portiamo l’Italia ad avere tra le legislazioni più innovative in tema di trasparenza.”

Nella giornata che ha raccolto i Digital Champions italiani nella Reggia di Venaria, il Ministro Marianna Madia ha affrontato il tema della trasparenza come ponte che unisce l’innovazione tecnologica e le Pubbliche Amministrazioni: nel farlo ha anche rimarcato l’impegno a una pronta approvazione di un decreto che regolerà il diritto di accesso alle informazioni garantendo alti standard di tutela.

Workshop per ONG – Come richiedere informazioni e documenti alle PA?

archive
Stephanie Asher – via Flickr

Diritto Di Sapere, in collaborazione con la Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili, sta organizzando un workshop sul diritto di accesso interamente rivolto a ONG attive nella tutela dei diritti umani, la lotta alla corruzione o la cooperazione allo sviluppo. Obiettivo dell’evento è aiutare gli attivisti a utilizzare lo strumento della richiesta di accesso per ottenere dalle Pubbliche Amministrazioni le informazioni, i documenti e i dati utili a sviluppare i loro progetti.

Il workshop tenuto da Guido Romeo (Direttore esecutivo di Diritto Di Sapere e data journalist), Ernesto Belisario (Avvocato esperto di open government) e da Claudio Cesarano (Project Manager di Diritto Di Sapere) tratterà:

– i fondamenti legali del diritto di accesso (Legge 241/1990 e Decreto 33/2013);
– alcune case histories;
– come scrivere una buona richiesta di accesso (Accesso tradizionale e Accesso Civico).

Dopo questa parte di formazione inizieremo una parte pratica (Requestathon) nella quale partecipanti e speaker lavoreranno insieme per redigire e inviare richieste di accesso attraverso la piattaforma Chiedi.

Il workshop si terrà a Roma, il 12 Novembre alle ore 11:00 nella sede Arci di Via dei Monti di Pietralata 16.

Le organizzazioni interessate sono pregate di far compilare questo breve Google Form.

Per qualsiasi domanda e dubbio potete scrivere a info@dirittodisapere.it

FOIA e anticensura: ne parliamo a #OTTOBRELINK2015

incontro

Venerdì 16 Ottobre (17:00 – 19:00) Guido Romeo, direttore esecutivo di Diritto Di Sapere, interverrà alla presentazione del libro “Meglio se taci” di Guido Scorza e Alessandro Gilioli per parlare della campagna FOIA4Italy e di come una legge sul diritto all’accesso possa essere uno strumento efficace per combattere la censura.

Insieme a lui parteciperanno al dibattito Peter Gomez, direttore de ilFattoQuotidiano.it,  Stefano Corradino, direttore di Articolo 21 e il direttore della London Academy of Diplomacy, Joseph Mifsud.

L’incontro fa parte del ciclo #OTTOBRELINK2015 organizzato dalla Link Campus University su temi quali la comunicazione, la tecnologia e l’innovazione.

Giornata Mondiale dell’Accesso alle Informazioni: FIRMA per il FOIA italiano!

Schermata 2015-02-17 alle 22.34.09

FIRMA LA PETIZIONE DI FOIA4ITALY

Mentre oggi in tutto il mondo si festeggia la Giornata Mondiale del Diritto di Accesso alle Informazioni (International Right to Know Day) l’Italia rimane una delle poche democrazie occidentali a non riconoscere ancora questo diritto fondamentale.

L’obiettivo nostro, e delle altre 31 organizzazioni parte di FOIA4Italy è quello di far approvare in Italia un Freedom Of Information Act, una legge che permetta ai cittadini un ampio accesso alle informazioni, ai dati e ai documenti delle Pubbliche Amministrazioni.

Foia4Italy: idealisti sì, ingenui no

FreedomOfInformationAct

Informazione ritardata, democrazia negata è il titolo di un bel pezzo di Robert Biersack sul New York Times segnalato venerdì scorso da Gianluca Sgueo su Formiche.net. In breve: anche negli Usa, uno dei paesi più avanzati in fatto di trasparenza grazie, tra le altre leggi, al Freedom of Information Act, le richieste di trasparenza possono finire nel cestino a causa della scarsa collaborazione delle istituzioni.

Sgueo, attento osservatore dell’evoluzioni (più o meno rapide) dell’amministrazione pubblica e dei processi di partecipazione dei cittadini, mette in relazione il problema segnalato da Biersack con il recente lancio di Foia4Italy, probabilmente la più ampia alleanza di rappresentanti della società civile che si sia formata finora sul fronte della società civile. Va detto, per trasparenza, che Diritto Di Sapere e chi scrive sono stati tra i primi promotori di questa iniziativa.

Sgueo sembra vedere di buon occhio Foia4Italy, ma si chiede se non sia un po’ ingenuo pensare che basti un Foia ispirato agli Usa per sistemare i vuoti di trasparenza italiani.

Personalmente stimo molto Gianluca e vorrei assicurargli che non è questo il pensiero (sicuramente di chi scrive, ma per certo anche di molti che hanno aderito a F4I).

In Foia4Italy siamo certamente idealisti, ma sicuramente non ingenui. E come potremmo, visto che molti di noi per mestiere si devono confrontare con le pubbliche amministrazioni e spesso usano il diritto di accesso per richiedere informazioni?

È per questo che, in un’operazione che credo abbia pochi precedenti in Italia negli ultimi anni, abbiamo scritto in maniera collaborativa un testo – disponibile qui – che tiene conto del problema.

In particolare, l’articolo 5, che riporto anche qui di seguito, tutela il diritto di accesso in maniera puntuale e, cosa che non c’è negli Usa, anche prevedendo sanzioni per le istituzioni che – a torto – negano l’accesso all”informazione.

Art. 5 – Tutela del diritto di accesso

1. Decorsi inutilmente trenta giorni dalla presentazione della richiesta di accesso, questa si intende respinta. In caso di diniego dell’accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso, il richiedente puo’ presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale ai sensi del codice del processo amministrativo. I procedimenti in materia di accesso sono esenti dal pagamento del contributo unificato di cui al D.P.R. n. 115/2002.

2. Contro il diniego dell’accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso il richiedente può presentare ricorso all’Autorità nazionale anticorruzione di cui alla legge 6 novembre 2012, n. 190, ovvero al difensore civico competente per ambito territoriale, ove costituito. L’Autorità o il difensore civico si pronunciano entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza. Scaduto infruttuosamente tale termine, il ricorso si intende respinto. Se il difensore civico o l’Autorità ritengono ingiustificato il diniego o il differimento, ne informano il richiedente ed ordinano all’amministrazione che lo ha disposto di consentire l’accesso. In tal caso, la richiesta di accesso deve essere soddisfatta, a meno che l’amministrazione non confermi il diniego o il differimento con atto motivato entro quindici giorni dal ricevimento dell’ordinanza. In tale ultimo caso, se successivamente il diniego o il differimento sono giudicati illegittimi in sede giurisdizionale, valutate le circostanze, il giudice condanna l’amministrazione al pagamento di una penale aggiuntiva compresa tra i 500 e i 5.000 euro. Tali somme confluiscono in un apposito fondo finalizzato alla promozione della libertà di informazione e del governo aperto, responsabile e partecipato, e al sostegno di coerenti iniziative civiche, senza scopo di lucro. Qualora il richiedente l’accesso si sia rivolto al difensore civico o all’Autorità, il termine di cui al comma 1 decorre dalla data di ricevimento, da parte del richiedente, dell’esito della sua istanza, ovvero dal maturare del silenzio-rigetto. Se l’accesso è negato o differito per motivi inerenti ai dati personali che si riferiscono a soggetti terzi, l’Autorità provvede, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il quale si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il parere si intende reso. Qualora un procedimento di cui alla sezione III del capo I del titolo I della parte III del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, o di cui agli articoli 154, 157, 158, 159 e 160 del medesimo decreto legislativo n. 196 del 2003, relativo al trattamento pubblico di dati personali da parte di una pubblica amministrazione, interessi l’accesso ai documenti amministrativi, il Garante per la protezione dei dati personali chiede il parere, obbligatorio e non vincolante, dell’Autorità. La richiesta di parere sospende il termine per la pronuncia del Garante sino all’acquisizione del parere, e comunque per non oltre quindici giorni. Decorso inutilmente detto termine, il Garante adotta la propria decisione.

L’articolo 5, come tutto il testo della proposta di legge di Foia4Italy, è sicuramente migliorabile. Per questo lo abbiamo aperto a consultazione. Chi desidera aggiungere o suggerire integrazioni può farlo commentando online nelle prossime settimane.

 

Accountability e Foia nel discorso di Renzi. Ma l’Open Governement dov’é?

Il discorso di insediamento di Matteo Renzi (qui il testo integrale) è stato criticato da molti. È sicuramente molto ambizioso (dissero lo steso di Obama), a tratti troppo vago e non affronta il tema spinoso di come si coprono i costi delle riforme (ma si poteva parlando così a braccio?).

Ci sono però due parole che qui a Diritto Di Sapere ci hanno fatto drizzare le orecchie: «accountability» e «Freedom of information act».

Ecco cosa dice il Premier:

«Non siamo per sottrarre responsabilità ai dirigenti: siamo per dargliele tutte. Vorremmo che la parola accountability trovasse una traduzione in italiano, perché vi sono le responsabilità erariali, quelle penali e quelle civili, però non ve n’è una da mancato raggiungimento degli obiettivi, se non a livello teorico: questa, però, è una sfida di buon senso, che nell’arco di quattro anni può essere vinta e affrontata se partiamo subito e se abbiamo anche il coraggio – lasciatemelo dire – di far emergere in modo netto, chiaro ed evidente che ogni centesimo speso dalla pubblica amministrazione debba essere visibile on line da parte di tutti. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Di Biagio e Ichino). Questo significa non semplicemente il Freedom of Information Act, ma un meccanismo di rivoluzione nel rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione tale per cui il cittadino può verificare giorno dopo giorno ogni gesto che fa il proprio rappresentante».

Sull’accountability non possiamo che dargli ragione: come molte altre parole inglesi non è direttamente traducibile in italiano (anche se la Treccani ci aiuta qui). L’accountability sottintende trasparenza, ma è più della trasparenza perché implica la responsabilità e il dovere di rendere conto di ciò che si fa (o non si fa). Non basta cioè pubblicare online i bilanci, ma bisogna anche dare delle metriche per misurare l’efficacia della spesa e creare delle strutture dove ci siano dei responsabili con nome e cognome. Un po’ più di accountability in Italia davvero non guasterebbe. Sia a livello locale, che centrale.

Sul Foia: il tema non è nuovo nei discorsi di Renzi che lo aveva citato più volte durante le Primarie del 2012. A volte in maniera un po’ vaga e, infatti, lo avevamo ripreso qui e qui. Questa volta il premier lo cita abbastanza in cavalleria, dicendo addirittura che bisogna fare molto di più. Non potremmo essere più d’accordo, ma ci viene un dubbio.

Non è che Matteo stia parlando di Open Governement, quel “governo aperto” che ha la trasparenza, l’accountability e il Foia tra i suoi pilastri, ma è anche molto di più perché presuppone partecipazione e coinvolgimento dei cittadini?

Se è all’Open Gov che sta pensando, l’Italia ha già varato un piano d’azione nel 2012. La valutazione fatta dalla società civile italiana l’estate scorsa ha evidenziato parecchi punti critici. Molti di essi emergono anche nell’ultimo report indipendente sull’action plan italiano dell’Open Governement Partnership, che è stato anche visionato prima della pubblicazione dal Governo italiano.

A leggere questi rapporti c’è davvero tanto da fare. Non resta che fare i migliori auguri al neo-premier. Se ce la fa in un mese, ma anche in due o tre, sarebbe un capolavoro.