Blog

Vuoi sapere quanto spende la Commissione Europea in viaggi? Chiedilo insieme ad Access Info!

PARTECIPA ALLA CAMPAGNA

Oggi Access Info Europe ha lanciato una campagna pubblica di invio di richieste di accesso all’Unione Europea per ottenere tutte le informazioni sulle spese di missione dei Commissari Europei.

La campagna nasce dalla richiesta inviata da Alba Gutierrez, membro del team di Access Info, che ha svelato come il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker abbia speso €63,000 per un aerotaxi in occasione della riunione del G20 in Turchia.

Allo stesso tempo, i contratti tra la Commissione e le compagnie aeree private, che forniscono questi servizi, sono stati negati ad un altro attivista di Access Info, Andreas Pavlou.

Foia al via, la trasparenza in Italia è più facile

foia-832x350

di Guido Romeo

Oggi 23 dicembre, chiedere l’accesso alle informazioni in possesso dello Stato italiano è improvvisamente diventato più semplice. Non bisogna più giustificare il proprio interesse o dimostrarsi parte interessata di un procedimento amministrativo. Cosa è successo? È finalmente entrato in vigore il primo Freedom of Information Act italiano approvato lo scorso maggio.

È vero, tra allerte al terrorismo e grandi salvataggi bancari, l’entrata in vigore di una legge sulla trasparenza non ha nessuna speranza di conquistare le prime pagine, ma questo Foia fa un regalo importante a tutti gli italiani: un nuovo diritto. Anzi mi correggo, è un regalo non solo agli italiani, ma a tutti perché viene data “libertà di accesso a chiunque ai dati e ai documenti” di amministrazioni pubbliche agenzie statatali e a gran parte delle partecipate.

Intendiamoci, il nuovo Foia è tutt’altro che perfetto, come DDS e altre organizzazioni hanno sottolineato, ma è un passaggio importante per un paese come il nostro, fino a quelche mese fa relegato alle ultime posizioni (97imi su 101) delle classifiche RTI sulla trasparenza di cui abbiamo appena scalato oltre 40 posizioni.

Ma ora la cosa più importante è un’altra: usare il nostro diritto all’accesso!

Foia, esperti e associazioni all’Anac: “Le sue linee guida affosseranno la legge”

di Thomas Mackinson

Una corsa contro il tempo, non priva di rischi, perché la trasparenza non resti uno slogan o peggio un gigantesco “pacco”. Giusto all’antivigilia di Natale, il 23 dicembre, va a pieno regime il decreto che disciplina il Freedom of information act, le norme sull’accesso civico introdotte nel 2013 e perfezionate con il “decreto trasparenza” del maggio scorso. A partire da quel giorno le Pa dovranno gestire le richieste dei cittadini, forti dei diritti/doveri disciplinati da una legge in materia di pubblicità e trasparenza che sulla carta promette di allineare il nostro Paese alle democrazie più avanzate in materia, tanto che la sua sola emanazione è valsa un balzo avanti dell’Italia nel rating mondialedi accesso all’informazione di accesso pubblico a dati, documenti e informazioni: siamo passati dalla 97sima posizione alla 55esima. […]

(continua a leggere su Il Fatto Quotidiano)

Foia: l’Italia guadagna 43 posizioni nella classifica mondiale sull’accesso

Dal 97esimo al 54esimo posto a livello mondiale nella classifica del Right to Information Rating, l’indice globale che misura in 111 Paesi l’accessibilità di documenti, dati e informazioni detenuti dalle pubbliche amministrazioni. È questa la rimonta resa possibile dall’approvazione, lo scorso maggio del Foia, il Freedom of Information Act italiano.

È una rimonta storica perché per 26 anni l’Italia è stata relegata nelle retrovie dell’indice Rti a causa degli enormi limiti della Legge 241/1990 che garantisce l’accesso soltanto a chi può dimostrare un interesse diretto, concreto e attuale e proibisce ogni richiesta che possa costituire un controllo generalizzato dell’attività della pubblica amministrazione.

Audizioni pubbliche: solo 2 sindaci mantengono le promesse fatte a #SaiChiVoti

rejected

di Martina Basile

I neo sindaci di Novara e Savona passano a pieni voti l’esame della trasparenza. Bocciati invece i primi cittadini di altri 10 comuni, che non hanno mantenuto gli impegni presi aderendo a “Sai Chi Voti”, la campagna per la trasparenza elettorale di cui Diritto di Sapere è promotorice insieme a diverse organizzazioni tra le quali Riparte il Futuro, Action Aid, Transparency International e Carte in regola.

Oggi, infatti, scadono i 100 giorni a disposizione dei sindaci per cambiare il metodo di nomina dei vertici delle imprese municipalizzate introducendo il meccanismo delle audizioni pubbliche.

Negli Usa il Foia è wiki

foia-wiki

 

di Martina Basile

Si chiama FOIA wiki la prima piattaforma americana wiki su tutto quello che riguarda il Freedom of Information Act, la legge sull’accesso recentemente riformata da Obama.

È del 3 ottobre l’annuncio da parte della Reporters Committee For Freedom Of The Press sulla nascita della versione beta – quindi ancora in fase di test – della prima piattaforma FOIA wiki.

In occasione del 50esimo anniversario del Freedom Of Information Act, la commissione ha deciso di lanciare questo nuovo progetto utilizzando per la prima volta un formato “wiki” per incoraggiare la condivisione di idee tra persone e organizzazioni differenti.

Silenzi di Stato, le verità pubbliche che ci nascondono

libro3-1

di Elisa Murgese

Quanto ha speso il sindaco in viaggi e cene? Che cosa c’è nell’aria di casa mia? Com’è gestita l’emergenza dei migranti? Sono dieci storie di informazioni negate quelle raccontate in “Silenzi di Stato”, libro dell’avvocato Ernesto Belisario e del giornalista Guido Romeo appena uscito per Chierelettere. Come precisa il sottotitolo, “Storie di trasparenza negata e di cittadini che non si arrendono”. Perché Belisario e Romeo hanno scelto di raccontare dieci battaglie di cittadini e giornalisti che hanno cercato (spesso inutilmente, certamente con fatica) di entrare in possesso di documenti nelle mani di pubbliche amministrazioni: i titolo di studio degli insegnati inseriti in graduatoria, i costi del portale Italia.it o le informazioni sulla sicurezza degli edifici pubblici. Tante le domande che i cittadini vorrebbero porre alle pubbliche amministrazioni ma sempre uguale la risposta: una porta chiusa in faccia alla trasparenza.

Scontrini online, la procura chiede tre anni per Marino

ignazio_marino

di Martina Basile

Fare trasparenza non conviene.

La procura ha infatti richiesto la condanna a tre anni, un mese e dieci giorni per l’ex sindaco e l’ha sottoposta al gup Pierluigi Balestrieri che si dovrà esprimere in merito in data ancora da decidersi.

La vicenda gira intorno alle cinquantasei cene consumate tra il 2013 e il 2015 che Marino avrebbe pagato con la carta di credito e a dei certificati che riportavano compensi a dei collaboratori inesistenti che avrebbero fatto entrare nelle casse della Onlus seimila euro illeciti.

La richiesta iniziale di condanna era di quattro anni e otto mesi per falso, peculato e truffa ma lo stesso Marino aveva sollecitato il rito abbreviato che prevede uno sconto di pena di un terzo.

Lo stesso Comune di Roma si è costituito parte civile nella causa e ha richiesto un risarcimento di seicentomila euro: 100mila per “danno funzionale” e 500mila per “danno d’immagine”.

#AccessToInfoDay: tre occasioni per non abbassare la guardia sul diritto di sapere

share-graphics-2016_italy2

di Claudio Cesarano

Come in una memorabile congiunzione astrale, sono tante le ricorrenze che si allineano in questo 2016 in tema di accesso alle informazioni.

La prima legge sul diritto d’accesso, battezzata in Svezia, compie esattamente 250 anni.
Il Foia americano, altra pietra miliare, arriva al suo 50esimo anniversario preceduto lo scorso Gennaio dalla riforma Obama che ne ha esteso notevolmente i poteri.  

Infine per la prima volta l’Unesco promuove il 28 settembre come “International Day for the Universal Access to Information”: la ricorrenza nata nel 2002 col nome di “Right To Know Day” grazie a un gruppo di attivisti riceve ora il riconoscimento che merita.

#AccessToInfoDay – Comunicato della RTI Coalition Europea

 

rti-coalition

Madrid, 28 settembre 2016Nella Giornata Internazionale del Diritto di Accesso alle Informazioni – la prima ad essere ufficialmente riconosciuta dall’Unesco – i gruppi della società civile che si occupano di diritto di sapere denunciano la mancanza di trasparenza dei processi democratici che contribuisce ad alimentare la sfiducia e il populismo demagogico in Europa.

I risultati di recenti monitoraggi condotti dalle organizzazioni della società civile hanno mostrato come, nonostante si siano fatti notevoli progressi – al mondo esistono 111 leggi sul diritto alle informazioni e i governi pubblicano regolarmente i dati sulle spese e sui servizi – ad oggi esistono ancora molti limiti alla trasparenza nei processi decisionali. Limiti che stanno nascondendo la maggior parte delle attività governative dall’esame della società civile.

I gruppi hanno riportato che uno dei maggiori ostacoli all’amministrazione aperta (o open government) è la mancanza di documenti di archivio: non sono registrate le liste degli incontri tra ufficiali pubblici e i resoconti degli stessi, non c’è traccia degli scambi avvenuti con i lobbisti e le decisioni vengono prese senza dare le dovute giustificazioni o presentando delle prove a sostegno.