Chiedi v. PEC: programmatori, abbiamo bisogno di voi!

Open Source Prescription - opensource.com - via Flickr
Open Source Prescription – opensource.com – via Flickr

Questa è una richiesta di aiuto. Ma è anche una sfida di civic-technology.

Dal 2012 Diritto Di Sapere si occupa di tutelare il diritto di accesso alle informazioni e incrementare la trasparenza in Italia. Crediamo che non si possa lasciare esclusivamente alle Pubbliche Amministrazioni la prerogativa di scegliere quali informazioni rendere disponibili e pensiamo che attraverso lo sviluppo di una cultura dell’accesso sia possibile sostenere la trasparenza,  l’imprenditoria digitale, progetti di big data e di data journalism.

Per questo, lo scorso Febbraio abbiamo lanciato Chiedi, una piattaforma di social mailing completamente gratuita, che guida cittadini, attivisti e giornalisti nell’invio delle richieste di accesso ai documenti delle pubbliche amministrazioni. Chiedi si basa sul software open source Alaveteli sviluppato dall’inglese My Society che ha dato vita a progetti di successo quali AskTheEU e What Do They Know.

Fin dall’inizio, tuttavia, la localizzazione della piattaforma ha incontrato un grosso ostacolo tecnico: la Posta Elettronica Certificata.

Festa dell’Unità: il FOIA tra gli obiettivi di Renzi

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© Alfredo Bosco – via PD Milano Area Metropolitana

Compresso tra il piano per il Sud e quello per l’Università, ma c’è.

Durante il suo discorso di chiusura alla Festa dell’Unità di Milano, il premier Matteo Renzi ha citato il Freedom of Information Act tra gli obiettivi del suo Governo (nel video su Unità.tv al minuto 37).

Fin dal suo insediamento Renzi ha dichiarato la sua volontà di far approvare una legge che garantisse il diritto di accesso alle informazioni: con l’approvazione della Riforma della Pubblica Amministrazione lo scorso Agosto, il Governo ha ora il mandato di redigere una legge delega che potrebbe finalmente permettere all’Italia di recuperare terreno in tema di trasparenza e di partecipazione dei cittadini.

Il 28 settembre si celebrerà l’International Right To Know Day, la giornata mondiale del diritto di accesso: quando potrà festeggiare l’Italia un FOIA tutto suo?

Firma la petizione di FOIA4Italy per “un governo del potere pubblico in pubblico”.

PEC: comunicare con la Pubblica Amministrazione non è gratis

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di Claudio Cesarano

L’adozione della Posta Elettronica Certificata (PEC) da parte delle Pubbliche Amministrazioni è stato un procedimento accidentato, accompagnato da critiche e ritardi. Tuttavia, è l’attuale smantellamento del progetto di PEC gratuita per i cittadini a svelare il difetto più grave di questo sistema: quello che è nato come strumento per rendere più semplice, sicura ed economica la comunicazione coi cittadini, è diventato un serio ostacolo per l’accesso ai documenti detenuti dalla Pubbliche Amministrazioni ed è incompatibile con gli standard internazionali sul diritto alle informazioni.

Come funziona la PEC?

Benché in apparenza del tutto simile alla posta elettronica tradizionale, la PEC offre maggiori garanzie dal punto di vista della sicurezza: ogni fase della spedizione e della consegna di un messaggio genera delle ricevute elettroniche che attestano la correttezza del procedimento (che può avvenire esclusivamente tra caselle PEC) e identificano precisamente mittente, destinatario e orari. Grazie a queste sue caratteristiche la PEC assume lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Riforma della PA, che fine ha fatto il FOIA?

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Foto: Flickr (palazzochigi)

di Claudio Cesarano

Alla fine dello scorso maggio, il ministro Madia aveva annunciato il Foia come uno degli elementi centrali nel video diffuso al Wired Next Fest e riproposto anche sul suo sito personale, anzi il cuore della riforma della pubblica amministrazione. Lo stesso Matteo Renzi aveva promesso il Foia durante il suo discorso di insiediamento davanti al Senato nel 2014 (al minuto 39.00 nel video).