NON è un Freedom of Information Act

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Dopo tre settimane di attesa, il Governo ha finalmente pubblicato il Decreto Trasparenza approvato in Consiglio dei Ministri il 20 Gennaio scorso. La versione definitiva dimostra solo lievi modifiche rispetto alla bozza diffusa, a fine gennaio, da Il Fatto Quotidiano e Valigia Blu.

Tutte le preoccupazioni da noi già espresse devono, quindi, essere tutte confermate.

Infatti, benché la relazione illustrativa parli di equivalenza ai sistemi anglosassoni di Freedom of information act (FOIA), nella pratica questo decreto è un’arma assolutamente spuntata nella lotta per una vera e concreta trasparenza. Ai cittadini è concesso solo un principio teorico senza alcuna garanzia concreta di accesso a documenti dati e informazioni; non vengono abrogate, peraltro, le disposizioni in materia di accesso previste dalla legge 241/1990 e quindi si creano due strumenti di accesso “paralleli” i cui confini e rapporti non siano chiaramente delineati.

Nello specifico ecco perchè NON è un FOIA:

Madrid, la capitale trasparente

Foto: esmartcity.es

Elisa Murgese

Curioso di sapere il costo della ristrutturazione nella scuola di tuo figlio? Ti domandi quale degli assessori comunali guadagni di più e quale sia uscito con il voto più basso dall’università? Non capisci perché i lavori di riqualificazione delle strade vadano a rilento?

Se abiti a Madrid, ti basta una mail per avere queste risposte.

Da otto mesi, infatti, nella capitale spagnola – guidata da Manuela Carmena – è nato il primo Ufficio Trasparenza nella storia della città. A capo dell’equipe di cinque persone Victoria Anderica Caffarena. Laureata in Legge e con un master in Comunicazione, Caffarena ha partecipato per cinque anni al progetto Access Info Europe, dove ha lavorato per l’approvazione di una legge sulla trasparenza in Spagna. Ora, vuole riuscire ad andare oltre “la poco ambiziosa legge statale”, facendo di Madrid un avamposto della trasparenza.

È la prima volta che il governo di Madrid ha un ufficio per la trasparenza?
Sì, è la prima volta. Negli anni passati i progetti di trasparenza del municipio non erano mai stati così ambiziosi e non si dava grande importanza ai dati che venivano pubblicati. Ora, invece, la nuova giunta ha l’obiettivo di rendere Madrid un riferimento per la trasparenza. È una grande sfida, ma abbiamo quattro anni per farcela.

Una sfida resa ancor più difficile dal fatto che la legislazione nazionale spagnola sulla trasparenza non è così soddisfacente…

portal de transparenciaSì, esatto. Nel 2013 il Governo di Rajoy ha approvato una legge molto debole che ha portato la Spagna a posizionarsi in pessime posizione nel ranking internazionale di accesso all’informazione. Una legge per nulla ambiziosa, dove si cerca di limitare in tutti i modi il reale accesso dei cittadini alle informazioni, con numerose eccezioni e attraverso l’obbligo della carta d’identità elettronica. A Madrid siamo partiti proprio dal ridurre queste eccezioni per migliorare la possibilità delle persone di chiedere informazioni.

Decreto trasparenza: senza modifiche drastiche non è un vero FOIA

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Il Decreto Trasparenza, approvato nel Consiglio dei Ministri del 20 gennaio, non è ancora stata pubblicato dal Governo (già, non c’è stata trasparenza sulla legge sulla trasparenza!) ma il 27 gennaio, Il Fatto Quotidiano e Valigia Blu ne hanno pubblicato una bozza.

Purtroppo, già alla prima lettura questo testo è assai deludente e sicuramente non all’altezza delle promesse che il Ministro Madia e lo stesso Presidente Renzi hanno ripetuto pubblicamente nei mesi scorsi.

Il decreto, infatti, istituisce una nuova tipologia di accesso che non sostituisce quella prevista dalla Legge n. 241/1990. Anzi, il nuovo “accesso civico”rappresenta una sorta di accesso di serie B in quanto consente a chiunque di vedere ed avere copia di dati e documenti solo ove non ricorrano una serie di numerosissime eccezioni che, di fatto, attribuisce un ampio potere discrezionale alle pubbliche amministrazioni.

Domani CdM su Riforma PA. Ci sarà anche il FOIA?

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Doveva tenersi “prima di Natale” ma è stato rimandato “a inizio 2016”. Così, finalmente, domani alle 10 di mattina si terrà il Consiglio dei Ministri che voterà i primi decreti legislativi della Riforma della Pubblica Amministrazione.

La nuova legge sul diritto di accesso ai documenti sarà tra i decreti che verranno votati? Da domani l’Italia avrà finalmente un FOIA (Freedom of Information Act)?

Il Ministro Madia ha promesso “una delle legislazioni più innovative in tema di trasparenza”. Oggi, Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web, nel suo intervento all’evento “L’implementazione dell’Agenda Digitale Italiana e le nuove sfide della rete” ha dichiarato che è fondamentale che l’Italia si doti di una legge per garantire il diritto di accesso alle informazioni in quanto “alla base del rapporto di fiducia tra cittadini e Stato”

Noi di Diritto Di Sapere, insieme a tutte le altre organizzazioni promotrici di‪#‎FOIA4Italy‬ ci auguriamo che il FOIA si confermi come una priorità di questo Governo e soprattutto che vengano rispettati i 10 punti che riteniamo essenziali in una legge sul diritto di accesso.

Marianna Madia promette un vero Foia entro Natale

“Abbiamo introdotto il principio del Freedom of Information Act nella Riforma della Pubblica Amministrazione e quel principio, grazie a un decreto che porteremo al Consiglio dei Ministri prima di Natale, diventerà il Freedom of Information Act in Gazzetta Ufficiale. In questo modo portiamo l’Italia ad avere tra le legislazioni più innovative in tema di trasparenza.”

Nella giornata che ha raccolto i Digital Champions italiani nella Reggia di Venaria, il Ministro Marianna Madia ha affrontato il tema della trasparenza come ponte che unisce l’innovazione tecnologica e le Pubbliche Amministrazioni: nel farlo ha anche rimarcato l’impegno a una pronta approvazione di un decreto che regolerà il diritto di accesso alle informazioni garantendo alti standard di tutela.

Workshop per ONG – Come richiedere informazioni e documenti alle PA?

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Stephanie Asher – via Flickr

Diritto Di Sapere, in collaborazione con la Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili, sta organizzando un workshop sul diritto di accesso interamente rivolto a ONG attive nella tutela dei diritti umani, la lotta alla corruzione o la cooperazione allo sviluppo. Obiettivo dell’evento è aiutare gli attivisti a utilizzare lo strumento della richiesta di accesso per ottenere dalle Pubbliche Amministrazioni le informazioni, i documenti e i dati utili a sviluppare i loro progetti.

Il workshop tenuto da Guido Romeo (Direttore esecutivo di Diritto Di Sapere e data journalist), Ernesto Belisario (Avvocato esperto di open government) e da Claudio Cesarano (Project Manager di Diritto Di Sapere) tratterà:

– i fondamenti legali del diritto di accesso (Legge 241/1990 e Decreto 33/2013);
– alcune case histories;
– come scrivere una buona richiesta di accesso (Accesso tradizionale e Accesso Civico).

Dopo questa parte di formazione inizieremo una parte pratica (Requestathon) nella quale partecipanti e speaker lavoreranno insieme per redigire e inviare richieste di accesso attraverso la piattaforma Chiedi.

Il workshop si terrà a Roma, il 12 Novembre alle ore 11:00 nella sede Arci di Via dei Monti di Pietralata 16.

Le organizzazioni interessate sono pregate di far compilare questo breve Google Form.

Per qualsiasi domanda e dubbio potete scrivere a info@dirittodisapere.it

FOIA e anticensura: ne parliamo a #OTTOBRELINK2015

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Venerdì 16 Ottobre (17:00 – 19:00) Guido Romeo, direttore esecutivo di Diritto Di Sapere, interverrà alla presentazione del libro “Meglio se taci” di Guido Scorza e Alessandro Gilioli per parlare della campagna FOIA4Italy e di come una legge sul diritto all’accesso possa essere uno strumento efficace per combattere la censura.

Insieme a lui parteciperanno al dibattito Peter Gomez, direttore de ilFattoQuotidiano.it,  Stefano Corradino, direttore di Articolo 21 e il direttore della London Academy of Diplomacy, Joseph Mifsud.

L’incontro fa parte del ciclo #OTTOBRELINK2015 organizzato dalla Link Campus University su temi quali la comunicazione, la tecnologia e l’innovazione.

Chiedi riparte, ecco le novità

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Questa settimana, iniziata con la Giornata Mondiale del Diritto di Accesso,  è stata piena di soddisfazioni per Diritto Di Sapere e per il gruppo di FOIA4Italy  (la petizione su Change.org ieri ha superato le 40mila firme!).

Non poteva, dunque, esserci momento migliore per lanciare la nuova versione della nostra piattaforma rinnovata in aspetto e funzionalità.

Ci saranno altri cambiamenti e aggiornamenti nelle prossime settimane ma ecco quello che troverete subito:

#FOIA4Italy: siamo a oltre 40mila firme!

40mila

FIRMA LA NOSTRA PETIZIONE

La Giornata Internazionale del Diritto di Accesso alle Informazioni di Lunedì poteva essere un evento ignorato in Italia, un Paese così poco abituato a discutere di questo tema.

Noi e le altre organizzazioni promotrici di FOIA4Italy, vi abbiamo chiesto di dimostrare il vostro sostegno twittando #FOIA4Italy e firmando la nostra petizione su Change.org.

Ebbene, i risultati sono stati straordinari.

Le firme alla nostra campagna FOIA4Italy continuano ad aumentare a ritmo costante fino a tagliare ieri il traguardo delle 40.000 adesioni!

Giornata Mondiale dell’Accesso alle Informazioni: FIRMA per il FOIA italiano!

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FIRMA LA PETIZIONE DI FOIA4ITALY

Mentre oggi in tutto il mondo si festeggia la Giornata Mondiale del Diritto di Accesso alle Informazioni (International Right to Know Day) l’Italia rimane una delle poche democrazie occidentali a non riconoscere ancora questo diritto fondamentale.

L’obiettivo nostro, e delle altre 31 organizzazioni parte di FOIA4Italy è quello di far approvare in Italia un Freedom Of Information Act, una legge che permetta ai cittadini un ampio accesso alle informazioni, ai dati e ai documenti delle Pubbliche Amministrazioni.