FOIA in azione: la NBC richiede l’accesso a documenti sul caso Snowden

Ieri il giornalista Brian Williams ha intervistato Edward Snowden sulla NBC, in esclusiva per gli USA (Snowden aveva già fatto un’intervista televisiva per la tv tedesca, lo scorso gennaio).
Tra i temi dell’intervista anche i ripetuti tentativi dell’ex-contractor di segnalare ai suoi superiori gli abusi della NSA attraverso canali interni, prima di rivolgersi a Glenn Greenwald e Laura Poitras.
Proprio per fare chiarezza la NBC ha inviato una richiesta attraverso il Freedom of Information Act ai documenti in questione.
Per spiegare meglio i temi e il contesto ripubblichiamo qui (col permesso dell’autore) un post di Fabio Chiusi, uscito oggi sul suo blog del Messaggero Veneto.

 

Lo sviluppo potenzialmente più rilevante della lunga intervista – la prima di una emittente statunitense – di NBC News a Edward Snowden riguarda il tentativo della fonte del Datagate di segnalare gli abusi della NSA attraverso i canali ufficiali interni, prima di divulgare i documenti ai giornalisti e dunque al pubblico. Snowden ha sempre sostenuto di averlo fatto ripetutamente (ma senza esito, a parte fatti gli affari tuoi, smetti di fare domande o ti distruggeranno), e i suoi oppositori nell’amministrazione Obama e nell’agenzia di intelligence sempre ribattuto il contrario: Barack Obama, indicando la sua direttiva presidenziale per la protezione dei whistleblower, ha affermato lo scorso agosto che Snowden aveva «altre vie» per esprimere le sue lamentele (ma la direttiva non riguarda i contractor come Snowden); l’NSA, che oggi non commenta, ha in passato negato di essere a conoscenza di segnalazioni da parte di Snowden per vie ufficiali. Per esempio, a dicembre scorso al Washington Post:

 

Oggi non commenta, ma a dicembre l’NSA diceva di non avere prove delle segnalazioni interne di Snowden (v. WaPo) pic.twitter.com/CPgqZ9TIIN

— Fabio Chiusi (@fabiochiusi) May 29, 2014

 

Nell’intervista a NBC Snowden rilancia, affermando che ci devono essere delle prove – visto che i canali usati, appunto, sono ufficiali – dei suoi dubbi su quanto stava apprendendo in qualità di analista al servizio dell’intelligence USA: «Sono passato per i canali ufficiali», dice a Brian Williams, «ed è documentato» perché l’NSA, prosegue, tiene copia delle mail ricevute in appositi registri. Snowden sostiene dunque di aver comunicato per iscritto e non solo le sue preoccupazioni, e a diversi uffici e colleghi. «L’ho fatto a Fort Meade. L’ho fatto alle Hawaii». La risposta?, chiede Williams. La solita, dice Snowden:

 

Snowden alla NBC dice che ci sono prove che documentano le sue segnalazioni degli abusi NSA per canali ufficiali pic.twitter.com/qCNLiGSdDp

— Fabio Chiusi (@fabiochiusi) May 29, 2014

 

Un processo lungo, dunque, cominciato – a quanto sappiamo dallo stesso Snowden – nel 2012. Ma secondo ‘No place to hide’, di Glenn Greenwald, la disillusione sarebbe cominciata addirittura nel 2009, quando ha lasciato la CIA amareggiato per quanto vedeva, si legge, e senza riuscire a denunciarlo per i canali istituzionali – anche allora, gli veniva detto di farsi i fatti suoi. A quanto scrive Greenwald, Snowden non si era esposto allora perché confidava in un cambio delle prassi di sorveglianza con Obama (del resto, l’aveva annunciato eccome), e perché rivelare il funzionamento della CIA avrebbe messo a repentaglio vite umane; con l’NSA, invece, a crollare sarebbe per Snowden solo un sistema di potere inutile.

Tornando all’intervista, mentre NSA e CIA tacciono, scrive l’NBC che «funzionari del governo» confermano l’esistenza delle mail inviate da Snowden. Per fugare ogni dubbio, l’emittente ha inviato una richiesta attraverso il Freedom of Information Act ai documenti in questione. Un contributo alla chiarezza e alla trasparenza da parte dell’amministrazione USA – ammesso giunga mai – potrebbe aiutare a fare luce su questo fondamentale aspetto per comprendere la bontà degli intenti di Snowden, definito in tutta risposta un «codardo» e «traditore» dal segretario di Stato, John Kerry. È il teorema, indimostrato, della «spia russa» che ha «danneggiato» il suo Paese, ripetuto proprio mentre Snowden accusa (di nuovo) senza se e senza ma le politiche del Cremlino

 

Snowden di nuovo contro Putin nell’intervista a NBC pic.twitter.com/1E5uskBmKb

— Fabio Chiusi (@fabiochiusi) May 29, 2014

 

e le prassi di sorveglianza anche in Cina, e mentre lo stesso Snowden può ribadire – senza smentite – che finora l’amministrazione USA non può indicare «un solo caso» in cui un individuo sia stato realmente danneggiato dalle sue rivelazioni.

Dopo 4 anni Access-Info ottiene accesso a documenti dal governo inglese

Oggi raccontiamo di una bella vittoria per la trasparenza e per i nostri amici di Access-Info Europe.

access-info-victory

La scorsa settimana il Ministero degli Esteri inglese (FCO) ha ritirato la sua opposizione alla richiesta di accesso alle informazioni di Access-Info su informazioni relative alle negoziazioni relative a una riforma della trasparenza all’interno dell’Unione Europea.
L’udienza finale era prevista la scorsa settimana ma lo scorso 1° maggio il Ministero ha informato che avrebbe ritirato la sua opposizione al rilascio di queste informazioni.

Si tratta della fase finale di una causa che va avanti da ben 4 anni.

Il Ministero, infatti, aveva inizialmente rifiutato l’accesso a buona parte degli atti richiesti – che comprendevano minute e appunti dei delegati inglesi alle riunioni a Bruxelles – invocando l’eccezione all’accesso relativa alle relazioni internazionali e alla protezione della formulazione di leggi e policy.

Nel 2011 il Commissario per l’Accesso inglese aveva stabilito che il governo doveva dare l’accesso alle informazioni richieste, ma che i nomi di altri stati membri potevano essere cancellati per nascondere le relative posizioni nella negoziazione. Nell’immagine vedete uno dei documenti ottenuti.

Dopo l’appello di Access Info, il caso è stato sospeso per quasi due anni, in attesa di una decisione della Corte Europea di Giustizia su un altro caso, una causa di Access-Info contro il Consiglio dell’Unione Europea su una materia analoga.

Access-Info ha vinto quella causa lo scorso ottobre e oggi ha ottenuto i documenti che aveva richiesto al governo inglese.

Congratulazioni!

[Per approfondire, qui trovate tutte le informazioni relative al caso]

Elezioni europee: al voto, pensando a trasparenza e accountability.

Da oggi al 25 maggio i cittadini dei 28 Paesi dell’Unione Europea andranno a votare per comporre il nuovo Parlamento Europeo.

In queste settimane abbiamo preso parte alla campagna Politics for People, organizzata da Alter-EU, che chiede ai candidati alle elezioni di firmare un appello in cui si impegnano ad agire per limitare l’eccessiva influenza delle lobby.

Alter-EU ha inoltre pubblicato alcune delle misure proposte, da una migliore applicazione del codice di condotta dei parlamentari al registro obbligatorio per i lobbisti (la cui iscrizione è volontaria, per il momento).

Al momento 1268 candidati in tutta Europa hanno firmato l’appello – qui trovate l’elenco di quelli italiani, 68 in tutto.

Lobby, trasparenza e accountability sono temi scottanti anche a livello nazionale: in Italia ci sono stati ben 53 tentativi di regolamentazione delle lobby, nessuno andato a buon fine.
Lo scorso 1° maggio, nell’ambito del Festival del Giornalismo, si è discusso di quali misure possono contrastare l’influenza delle lobby, con il contributo di esperti stranieri, Pascoe Sabido (Corporate European Observatory) e Helen Darbishire, direttore di Access Info Europe e co-fondatrice di Diritto Di Sapere.

In quella occasione il vice-presidente della Camera, Luigi Di Maio, ha parlato dell’istituzione di un gruppo di lavoro per regolamentare il tema anche nel Parlamento Italiano.
Vi aggiorneremo presto.

Politics for people: una campagna per la trasparenza delle lobby

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Parte oggi la campagna Politics For People, che chiede ai candidati alle elezioni europee di impegnarsi per una maggiore trasparenza delle lobby.

La campagna è stata lanciata da ALTER-EU (Alliance for Lobbying Transparency and Ethics Regulation), AK EUROPA (Brussels office of the Austrian Chamber of Labour) & ÖGB Europabüro (Brussels office of the Austrian Trade Union Federation), assieme a una coalizione di centinaia di organizzazioni della società civile da 19 paesi di tutta Europa.

Sette cittadini europei su 10 sono preoccupati dall’eccessiva influenza che le lobby hanno sulle decisioni prese a Bruxelles, e giustamente” spiega Olivier Hoedeman, del Corporate Europe Observatory, parte del comitato organizzatore della campagna.
Troppe leggi mostrano le chiare tracce delle lobby di grossi attori industriali ed economici, dall’ambiente alla sanità, fino al commercio. Abbiamo bisogno di parlamentari che difendano gli interessi dei cittadini“.

Questo è il testo che più di 40 candidati (tra cui diversi italiani) hanno già firmato per sottoscrivere l’appello a impegnarsi a difendere la democrazia e i cittadini europei.
Chiedete al candidato che pensate di votare di fare altrettanto.

Altri modi per partecipare:

Diritto Di Sapere è orgogliosa di contribuire a questa campagna, assieme ad altre associazioni italiane.

Diritto Di Sapere al Festival Internazionale del Giornalismo (30 aprile – 4 maggio)

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Diritto Di Sapere torna a muoversi per l’Italia per parlare di diritto di accesso all’informazione.

I prossimi appuntamenti saranno al Festival Internazionale del Giornalismo, che si terrà a Perugia dal 30 aprile al 4 maggio.

Ecco gli appuntamenti che ci vedranno coinvolti, tra panel e workshop:

Mercoledì 30 aprile
Un Foia per l’Italia. Una proposta concreta: Diritto Di Sapere fa il punto con esperti nazionali e internazionali su cosa serve per poter avere anche in Italia uno strumento come il Freedom of Information Act.
Con Andrea Menapace, Antonella Napolitano, Helen Darbishire (Access-Info Europe), Ernesto Belisario (pres. Ass. per Open Government) e Paolo Coppola (Partito Democratico).

Legal Leaks: come usare il tuo diritto di accesso all’informazione: come utilizzare le norme italiane per chiedere (e ottenere) documenti, dati e file audio-video dalla pubblica amministrazione.
Con Guido Romeo ed Ernesto Belisario (pres. Ass. per Open Government)

Oltre al FOIA, parleremo anche di lobby e trasparenza, il 1° maggio:
“Lobby e potere: strumenti per la trasparenza e l’accountability”: con Pascoe Sabido (Osservatorio Europeo sulle Corporazioni), Andrea Menapace, Antonella Napolitano, Helen Darbishire (Access-Info Europe), Ernesto Belisario (pres. Ass. per Open Government) e il vicepresidente della Camera dei Deputati, Luigi Di Maio.

 

Saremo a Perugia per tutta la durata del Festival. Vi aspettiamo!