Tre cose nuove sul FOIA dette a #ijf16

“Avremo la migliore legge possibile in termini di trasparenza” ha affermato Marianna Madia in un intervento, purtroppo concesso senza contraddittorio, al Festival del Giornalismo di Perugia.

Molte le critiche in rete per il messaggio fin troppo propagandistico e già ribadito nelle sue risposte al Corriere della Sera e l’Espresso. Ma che cosa è stato detto e promesso veramente sul Foia italiano al Festival?

1. Il testo attuale sarà modificato

È una buona notizia. Dopo Consiglio di Stato, ANAC, Garante della Privacy e Conferenza Stato-Regioni, le Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato stanno per pubblicare il loro parere sul testo. Nessuno di questi è vincolante per il Governo, ma sia Madia che il Premier hanno dichiarato di voler migliorare il testo. Stamattina Renzi lo ha ribadito in un tweet rispondendo a Massimo Mantellini.

L’On. Anna Ascani, relatrice del testo in Commissione Affari Costituzionali della Camera, ha assicurato che il parere consultivo verrà formulato entro una decina di giorni e indicato le modifiche, a suo avviso, imprescindibili. Altrettanto assurdo, secondo la Ascani, è imporre ai cittadini l’obbligo di definire chiaramente i documenti richiesti riportandone la dicitura precisa o riferimenti di catalogazione. La Ascani proporrà un ricorso extragiudiziale: “stiamo pensando a uno strumento che consenta di non ingolfare ANAC e la garanzia della gratuità dell’accesso”.

2. Linee guida da ANAC per le eccezioni

È un rischio. Le eccezioni, giudicate da Consigli di Stato, Anac e Conferenza Stato Regioni (oltre che da Foia4Italy) troppo ampie e vaghe potrebbero essere perfezionate grazie a linee guida redatte dall’ANAC insieme ad altri soggetti come il Garante della Privacy. Questo significa che il Governo potrebbe fare melina e, anche se la legge è approvata, il suo reale impatto si capirà solo con le linee guida.

3. Tempi: si allungano

È una cattiva notizia. Dopo l’acquisizione del parere parlamentare, il Governo dovrebbe approvare la legge verso fine maggio. Rimane però l’incognita delle linee guida: senza il FOIA non sarebbe operativo. Per preparare queste linee guida si parla di almeno 6 mesi. Questo significherebbe avere una legge a gennaio 2017 Il rischio è che slitti a un anno. Insomma, l’Italia potrebbe avere una legge sul diritto di accesso solo nell’autunno del 2017. Molto lontano dall’inizio del 2016 promesso dal Governo l’anno scorso.

La migliore legge possibile è ancora possibile?

Helen Darbishire, una delle massime esperte al mondo in tema di diritto di accesso, gela però ogni entusiasmo sulle promesse di Madia: “Può sembrare una rivoluzione ma you’re a little bit late to the party. Il primo Foia sta per compiere 250 anni: la rivoluzione va avanti da un bel po’”.
Sul testo, poi, il giudizio è molto netto: “non posso proprio essere d’accordo col Ministro sul fatto: se si fa un’ analisi oggettiva del testo l’Italia non sarà nella posizione di avere una delle migliori leggi al mondo in tema di trasparenza. Oggi siete 96esimi su 102 paesi nell’RTI rating. Risalire di qualche decina di posizioni non credo sarebbe poi questo gran successo. L’Italia può fare di meglio.”

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