Marianna Madia riceve Foia4Italy

Consegna-firme

Stamane il ministro Marianna Madia ha ricevuto a Palazzo Vidoni, sede del ministero della Funzione pubblica, una delegazione della rete Foia4Italy che da mesi chiede a gran voce sostanziali modifiche al Freedom of information act italiano. “Abbiamo consegnato oltre 82.000 firme di cittadini che non intendono accontentarsi del testo carente e inadeguato a garantire un vero diritto di accesso ai dati della Pubblica amministrazione approvato in via preliminare dal governo – ha dichiarato Federico Anghelé di Riparte il futuro. – Si tratta di un gesto simbolico che dimostra come, facendo fronte comune, la società civile sia in grado di farsi ascoltare dalla politica e influenzarne le decisioni”.

Già audita presso il ministero e le Commissioni Affari costituzionali, dopo aver condotto per mesi una campagna serrata online per la raccolta firme, Foia4Italy ha proposto al governo una serie di punti irrinunciabili sulla base dei quali modificare il testo preliminare del decreto approvato lo scorso gennaio. Tra le varie cose la rete ha chiesto di intervenire sui tema del “silenzio-diniego”, che solleva le amministrazioni dal motivare una mancata risposta, sull’elevato numero dieccezioni, ovvero le materie su cui non sarà possibile fare domanda di accesso, sulla mancata gratuità del servizio, sull’assenza di un sistema alternativo al TAR per il ricorso e sulla generale mancanza di chiarezzadei ruoli e delle procedure.

Durante l’incontro Marianna Madia ha confermato che sarà un suo impegno personalepresentare in Consiglio dei ministri il miglior testo possibile, che recepisca i pareri delle Commissioni parlamentari e le indicazioni di Foia4Italy. Il ministro ha poi assicurato che i rappresentanti della rete verranno coinvolti in tutte le fasi di attuazione del decreto poiché, ora che anche in Italia avremo un Freedom of Information Act, occorrerà farlo funzionare e farne capire le enormi potenzialità agli italiani.

“Abbiamo ottenuto un chiaro impegno a coinvolgere la società civile anche nelle fasi successive all’approvazione del FOIA – ha aggiunto Anghelé – affinché il nuovo strumento d’accesso sia davvero efficace. In particolare, sul tema delle eccezioni abbiamo chiesto di essere coinvolti nellapredisposizione di linee guida per la Pubblica amministrazione”.

Il ministro ha infine ringraziato la rete di Foia4Italy per l’impegno dimostrato e per il grande contributo propositivo alla modifica del decreto, che verrà presentato al più tardi al Consiglio dei ministri della prossima settimana.

Ora tocca al Governo

Con il voto delle Commissioni Affari Costituzionali di ieri si chiude la fase di consultazione sul Decreto 267/2016, ovvero quello che dovrebbe essere il Freedom Information Act italiano. Come annunciato ieri subito dopo la valutazione dall’On. Ascani, relatrice del parere per la Camera, molte delle proposte di modifica avanzate da Diritto Di Sapere e dalle altre organizzazioni promotrici di FOIA4Italy sono state accolte. Abbiamo quindi aggiornato la nostra infografica con il Parere delle Commissioni Affari Costituzionali e quella della Commissione Parlamentare per la Semplificazione (espresso lo scorso 5 Aprile).
 

Pareri FOIA 2Infographic


 
Ora tocca al governo decidere quali punti accogliere e come. Lo stesso Ministro Madia si era detta disposta a rivedere due punti in particolare: il silenzio diniego e l’identificazione di una forma di ricorso alternativa al TAR.
Ma se vogliamo davvero “la migliore legge possibile” servono interventi decisi e più di 80 mila cittadini (sì, ieri la petizione di FOIA4Italy ha superato quest’altro traguardo) saranno vigili affinché sia garantito un vero diritto di accesso alle informazioni.

 

Tre cose nuove sul FOIA dette a #ijf16

“Avremo la migliore legge possibile in termini di trasparenza” ha affermato Marianna Madia in un intervento, purtroppo concesso senza contraddittorio, al Festival del Giornalismo di Perugia.

Molte le critiche in rete per il messaggio fin troppo propagandistico e già ribadito nelle sue risposte al Corriere della Sera e l’Espresso. Ma che cosa è stato detto e promesso veramente sul Foia italiano al Festival?

1. Il testo attuale sarà modificato

È una buona notizia. Dopo Consiglio di Stato, ANAC, Garante della Privacy e Conferenza Stato-Regioni, le Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato stanno per pubblicare il loro parere sul testo. Nessuno di questi è vincolante per il Governo, ma sia Madia che il Premier hanno dichiarato di voler migliorare il testo. Stamattina Renzi lo ha ribadito in un tweet rispondendo a Massimo Mantellini.

L’On. Anna Ascani, relatrice del testo in Commissione Affari Costituzionali della Camera, ha assicurato che il parere consultivo verrà formulato entro una decina di giorni e indicato le modifiche, a suo avviso, imprescindibili. Altrettanto assurdo, secondo la Ascani, è imporre ai cittadini l’obbligo di definire chiaramente i documenti richiesti riportandone la dicitura precisa o riferimenti di catalogazione. La Ascani proporrà un ricorso extragiudiziale: “stiamo pensando a uno strumento che consenta di non ingolfare ANAC e la garanzia della gratuità dell’accesso”.

2. Linee guida da ANAC per le eccezioni

È un rischio. Le eccezioni, giudicate da Consigli di Stato, Anac e Conferenza Stato Regioni (oltre che da Foia4Italy) troppo ampie e vaghe potrebbero essere perfezionate grazie a linee guida redatte dall’ANAC insieme ad altri soggetti come il Garante della Privacy. Questo significa che il Governo potrebbe fare melina e, anche se la legge è approvata, il suo reale impatto si capirà solo con le linee guida.

3. Tempi: si allungano

È una cattiva notizia. Dopo l’acquisizione del parere parlamentare, il Governo dovrebbe approvare la legge verso fine maggio. Rimane però l’incognita delle linee guida: senza il FOIA non sarebbe operativo. Per preparare queste linee guida si parla di almeno 6 mesi. Questo significherebbe avere una legge a gennaio 2017 Il rischio è che slitti a un anno. Insomma, l’Italia potrebbe avere una legge sul diritto di accesso solo nell’autunno del 2017. Molto lontano dall’inizio del 2016 promesso dal Governo l’anno scorso.

La migliore legge possibile è ancora possibile?

Helen Darbishire, una delle massime esperte al mondo in tema di diritto di accesso, gela però ogni entusiasmo sulle promesse di Madia: “Può sembrare una rivoluzione ma you’re a little bit late to the party. Il primo Foia sta per compiere 250 anni: la rivoluzione va avanti da un bel po’”.
Sul testo, poi, il giudizio è molto netto: “non posso proprio essere d’accordo col Ministro sul fatto: se si fa un’ analisi oggettiva del testo l’Italia non sarà nella posizione di avere una delle migliori leggi al mondo in tema di trasparenza. Oggi siete 96esimi su 102 paesi nell’RTI rating. Risalire di qualche decina di posizioni non credo sarebbe poi questo gran successo. L’Italia può fare di meglio.”

Tutti i pareri sul FOIA in un’infografica

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Domani pomeriggio le Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato terranno un’audizione per valutare il Decreto 267/2016 che, nelle promosse del Governo, rappresenterebbe il Freedom of Information Act italiano.

Diritto Di Sapere e altre organizzazioni attive sul tema del diritto di accesso sono state invitate a partecipare per fornire il proprio parere sul testo e avanzare le proprie proposte emendative.

In questa occasione ribadiremo quelli che, secondo noi e secondo le altre organizzazioni parte di FOIA4Italy, sono i punti critici della riforma del Decreto Trasparenza come abbiamo fatto nell’incontro con il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione.

Questo alla luce anche dei pareri espressi dal Consiglio di Stato, dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), del Garante della privacy e della Conferenza Stato-Regioni.
Qui li riassumiamo in un’infografica con accanto la posizione di FOIA4Italy.

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