50 ONG americane chiedono a Obama di riformare il FOIA

American redaction - Photo by Truthout.org (CC BY-NC-SA 2.0)
American redaction – Photo by Truthout.org (CC BY-NC-SA 2.0)

Lo scorso 23 ottobre 50 organizzazioni e ONG americane hanno scritto una lettera al presidente Obama chiedendogli di sostenere pubblicamente il processo di riforma del Freedom of Information Act (in vigore dal 1967).

La lettera, firmata tra gli altri da American Civil Liberties Union, Sunlight Foundation ed Electronic Frontier Foundation, ricorda che la legge è uno degli strumenti più efficaci al servizio dei cittadini ma che la sua implementazione ha diversi problemi da risolvere.

Nel testo sono sottolineate sei priorità, relative al margine di interpretazione e alle eccezioni – margine che, si legge, spesso viene interpretato in modo restrittivo rispetto ai documenti, specie quelli interni. Viene inoltre richiesto un ampliamento del ruolo dell’Office of Government Information Services (OGIS) e la possibilità di accedere a documenti creati 25 anni fa, o prima, condizione che spesso viene fatta rientrare in una delle eccezioni. Nella lettera si spiega:

“il FOIA non dovrebbe essere usato per impedire l’accesso pubblico alla storia della nostra nazione, laddove il passaggio del tempo ha significativamente eroso, ove non completamente eliminato, ogni possibile interesse di segretezza da parte del governo”

Il contributo legislativo del Presidente in questo senso è fondamentale, scrivono i firmatari, a maggior ragione per dar seguito al proposito di diventare “l’amministrazione più trasparente della storia”, cosa che Obama promise nel suo primo giorno da Presidente.

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