Foia4Italy: idealisti sì, ingenui no

FreedomOfInformationAct

Informazione ritardata, democrazia negata è il titolo di un bel pezzo di Robert Biersack sul New York Times segnalato venerdì scorso da Gianluca Sgueo su Formiche.net. In breve: anche negli Usa, uno dei paesi più avanzati in fatto di trasparenza grazie, tra le altre leggi, al Freedom of Information Act, le richieste di trasparenza possono finire nel cestino a causa della scarsa collaborazione delle istituzioni.

Sgueo, attento osservatore dell’evoluzioni (più o meno rapide) dell’amministrazione pubblica e dei processi di partecipazione dei cittadini, mette in relazione il problema segnalato da Biersack con il recente lancio di Foia4Italy, probabilmente la più ampia alleanza di rappresentanti della società civile che si sia formata finora sul fronte della società civile. Va detto, per trasparenza, che Diritto Di Sapere e chi scrive sono stati tra i primi promotori di questa iniziativa.

Sgueo sembra vedere di buon occhio Foia4Italy, ma si chiede se non sia un po’ ingenuo pensare che basti un Foia ispirato agli Usa per sistemare i vuoti di trasparenza italiani.

Personalmente stimo molto Gianluca e vorrei assicurargli che non è questo il pensiero (sicuramente di chi scrive, ma per certo anche di molti che hanno aderito a F4I).

In Foia4Italy siamo certamente idealisti, ma sicuramente non ingenui. E come potremmo, visto che molti di noi per mestiere si devono confrontare con le pubbliche amministrazioni e spesso usano il diritto di accesso per richiedere informazioni?

È per questo che, in un’operazione che credo abbia pochi precedenti in Italia negli ultimi anni, abbiamo scritto in maniera collaborativa un testo – disponibile qui – che tiene conto del problema.

In particolare, l’articolo 5, che riporto anche qui di seguito, tutela il diritto di accesso in maniera puntuale e, cosa che non c’è negli Usa, anche prevedendo sanzioni per le istituzioni che – a torto – negano l’accesso all”informazione.

Art. 5 – Tutela del diritto di accesso

1. Decorsi inutilmente trenta giorni dalla presentazione della richiesta di accesso, questa si intende respinta. In caso di diniego dell’accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso, il richiedente puo’ presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale ai sensi del codice del processo amministrativo. I procedimenti in materia di accesso sono esenti dal pagamento del contributo unificato di cui al D.P.R. n. 115/2002.

2. Contro il diniego dell’accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso il richiedente può presentare ricorso all’Autorità nazionale anticorruzione di cui alla legge 6 novembre 2012, n. 190, ovvero al difensore civico competente per ambito territoriale, ove costituito. L’Autorità o il difensore civico si pronunciano entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza. Scaduto infruttuosamente tale termine, il ricorso si intende respinto. Se il difensore civico o l’Autorità ritengono ingiustificato il diniego o il differimento, ne informano il richiedente ed ordinano all’amministrazione che lo ha disposto di consentire l’accesso. In tal caso, la richiesta di accesso deve essere soddisfatta, a meno che l’amministrazione non confermi il diniego o il differimento con atto motivato entro quindici giorni dal ricevimento dell’ordinanza. In tale ultimo caso, se successivamente il diniego o il differimento sono giudicati illegittimi in sede giurisdizionale, valutate le circostanze, il giudice condanna l’amministrazione al pagamento di una penale aggiuntiva compresa tra i 500 e i 5.000 euro. Tali somme confluiscono in un apposito fondo finalizzato alla promozione della libertà di informazione e del governo aperto, responsabile e partecipato, e al sostegno di coerenti iniziative civiche, senza scopo di lucro. Qualora il richiedente l’accesso si sia rivolto al difensore civico o all’Autorità, il termine di cui al comma 1 decorre dalla data di ricevimento, da parte del richiedente, dell’esito della sua istanza, ovvero dal maturare del silenzio-rigetto. Se l’accesso è negato o differito per motivi inerenti ai dati personali che si riferiscono a soggetti terzi, l’Autorità provvede, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il quale si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il parere si intende reso. Qualora un procedimento di cui alla sezione III del capo I del titolo I della parte III del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, o di cui agli articoli 154, 157, 158, 159 e 160 del medesimo decreto legislativo n. 196 del 2003, relativo al trattamento pubblico di dati personali da parte di una pubblica amministrazione, interessi l’accesso ai documenti amministrativi, il Garante per la protezione dei dati personali chiede il parere, obbligatorio e non vincolante, dell’Autorità. La richiesta di parere sospende il termine per la pronuncia del Garante sino all’acquisizione del parere, e comunque per non oltre quindici giorni. Decorso inutilmente detto termine, il Garante adotta la propria decisione.

L’articolo 5, come tutto il testo della proposta di legge di Foia4Italy, è sicuramente migliorabile. Per questo lo abbiamo aperto a consultazione. Chi desidera aggiungere o suggerire integrazioni può farlo commentando online nelle prossime settimane.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *