Accesso agli atti? Vale anche per l’intelligence, dice una sentenza

Poche settimane fa una sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani ha riconosciuto in modo ancora più forte il diritto di accesso all’informazione. E, per la prima volta, ha incluso anche dati detenuti dalle agenzie di intelligence.

Ma andiamo con ordine. Il caso in questione è la sentenza Youth Initiative for Human Rights Vs Serbia, grazie alla quale una ONG ha ottenuto l’accesso a dati richiesti a un’agenzia di intelligence serba.
La Youth Initiative aveva richiesto dati relativi all’uso di sistemi di sorveglianza elettronica utilizzati dall’agenzia nel 2005. L’agenzia aveva dapprima rifiutato la richiesta, facendo leva sulle misure legate al segreto di stato. In seguito, quando il Commissario per l’Accesso aveva ordinato di fornire le informazioni, in quanto soggette al FOIA serbo, l’agenzia di intelligence aveva notificato alla ONG che non era in possesso delle informazioni.

La sentenza della Corte ha dunque stabilito che le restrizioni alle informazioni da dare ai cittadini devono essere stabilite in accordo con la legge nazionale in merito. Nel caso in questione, l’agenzia governativa serba e i dati che essa detiene rientrano nell’ambito delle informazioni di cui i cittadini possono fare richiesta.
Si tratta della prima volta che una sentenza definisce esplicitamente che le agenzie governative che si occupano di sicurezza e intelligence sono tenute a sottostare alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e quindi, in questo caso, a soddisfare le richieste di accesso secondo la legge.

La base, ricorda Dick Voorhoof, della Università di Gant, è l’articolo 10 della Convenzione, che si occupa di libertà di espressione e che afferma, tra l’altro, che «tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera».

Infine, la Corte ha riaffermato che una ONG può esercitare un ruolo importante al pari della stampa in una società democratica. Un buon segnale per le organizzazioni della società civile che si occupano di temi di pubblico interesse.

FOIAnet pubblica il Global Right to Information Update

Global Right to Information Update
Global Right to Information Update

La scorsa settimana il Freedom of Information Advocates Network (FOIAnet) ha presentato il Global Right to Information Update, uno studio sullo sviluppo del movimento che si occupa di diritto all’informazione.

L’analisi, condotta per regione, nasce dal decimo anniversario della Giornata Internazionale del Diritto all’Informazione, celebrata da FOIAnet il 28 settembre dello scorso anno.

Il rapporto è frutto del lavoro di attivisti che operano nel campo dei diritti umani in ciascuna delle sette regioni indicate e presenta le diverse sfide, attività ed esperienze che la società civile affronta nell’ambito del diritto all’informazione.

Lo studio descrive inoltre le principali battaglie in corso in ogni regione su questo tema, evidenziando successi, sconfitte e lezioni per il futuro, oltre a una selezione di casi di studio che mostrano come il diritto all’informazione venga promosso in ciascuna regione.

Il report si propone inoltre di aiutare gli attivisti e i sostenitori del diritto all’informazione a condividere strategie di successo per affrontare gli ostacoli in questo ambito, per promuovere una migliore comprensione e un dibattito internazionale tra le diverse regioni.

Il rapporto è disponibile sul sito di FOIAnet e nella nostra pagina Materiali, assieme a numerosi altri studi e ricerche.