The Silent State: il primo monitoraggio sull’accesso in Italia

The Silent State - rapporto sull'accesso In tre casi su quattro, i cittadini e i giornalisti che chiedono di conoscere dati di pubblico interesse non ottengono quello che richiedono.

È ciò che emerge da “The Silent State“, il primo rapporto sull’accesso all’informazione in Italia che abbiamo realizzato in collaborazione con Access-Info Europe e che pubblichiamo oggi.

Lo studio raccoglie i dati della prima rilevazione sul campo mai effettuata in Italia della capacità di cittadini e media di richiedere e ottenere informazioni da Comuni, Regioni, Ministeri e altre istituzioni pubbliche. Lo scopo del rapporto è mettere l’Italia a confronto con altri Paesi in cui sono in vigore leggi come il Freedom of information act (Foia).

Tra i vari risultati, la ricerca mostra che nel 73% dei casi le richieste di dati e informazioni non sono soddisfatte. In particolare, il 65% di esse non riceve nemmeno una risposta entro i 30 giorni previsti dalle legge. In più, le risposte ricevute sono state valutate pienamente soddisfacenti solo nel 13% dei casi.

L’analisi evidenzia inoltre che il nuovo “Decreto Trasparenza”, in vigore dallo scorso 20 aprile, non è una risposta a questo problema, perché non modifica la legge sull’accesso agli atti (L. 241/90) e quindi non può essere definito un “Foia italiano”, come invece inizialmente presentato dal Ministero.

1 comment
  1. essendo sociologo, mi sento tra i più “sfortunati”: anche quando lo stato è committente, fa problemi a fornire dati pubblici.
    in Italia non c’è un problema di senso civico, ma di involuzione biologica del cervello. basta rendersi conto il tipo di cultura di chi lavora per le amministrazioni pubbliche…

Rispondi a giuseppe gaballo Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *