Il diritto di accesso alla prova delle primarie

Alla vigilia delle primarie Wired.it ha interrogato i candidati del centrosinistra su diversi punti legati e tecnologie, digitale e nuovi diritti. Non poteva mancare una domanda sull’open government che si è rivelata utilissima per capire come i quattro (Tabacci non ha risposto) interpretano il diritto di accesso. Le risposte sono a tratti simili (Vendola, Renzi e Puppato rilanciano tutti su un Freedom of information act italiano), ma svelano un’idea un po’ involuta e di circostanza su che cosa va fatto in Italia sul fronte della trasparenza.

Ecco una valutazione sintetica e un po’ di factchecking.

Nichi Vendola mette avanti la trasparenza e cita l’approvazione di una legge regionale sulla trasparenza totale. Ad oggi questa legge non ci risulta in funzione, anzi, la sua attuazione  sembra incontrare diversi ostacoli. Soprattutto, parlando di trasparenza, Vendola fa di tutt’erba un fascio mettendo insieme open data e open software che sono cose ben diverse. Buona però la sua invocazione di un open gov qui e ora.

Laura Puppato invoca una legge di accesso anche in Italia. Peccato che ci sia già e sia la 241/90. I dati della PA che diventano “social” non si capisce che cosa siano. Chiede uno Stato che sia una scatola di vetro (chiaramente questo non è possibile: ci sono le leggi sul segreto militare) e l’apertura degli archivi storici. Tutto sommato sembra avere buone intenzioni, ma appare poco pragmatica e con una scarsa conoscenza del tema specifico.

Matteo Renzi è il migliore sul piano comunicativo e si sente. Usa termini aggiornati e cita la sua esperienza di trasparenza al Comune di Firenze, effettivamente all’avanguardia sul fronte open data. Buono il riferimento al Foia americano, ma da focalizzare meglio. Con la squadra giusta intorno potrebbe fare meglio.

Pierluigi Bersani inciampa subito e inquadra l’open governement come un tema di riforma della Pubblica amministrazione. Come esperienza cita lo sportello unico per le imprese tradendo così un’idea molto riduttiva di cosa debba essere il suo “governo aperto”. L’accostamento tra open gov e progetti IT è inquietante, quasi degno del Terzo segreto di satira. È quello che cerca di essere più preciso, ma risulta talmente datato da esser fuori tema.

1 comment
  1. […] dal movimento Foia.it a cui ha aderito anche Diritto Di Sapere, e alle idee circolate anche durante le primarie del Pd da Renzi, Monti scrive […]

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